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Autore Topic: grazie  (Read 2462 times)
terry62
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« on: Giugno 09, 2006, 06:07:00 »

Grazie Carlo per avermi letto e scritto.

In effetti, è vero mi sono decisa a rivolgermi ad uno psichiatra solo dopo aver letto il libro che ho citato nel mio precedente post ma è anche vero che l’omeopata al quale mi volevo rivolgere è un medico che lavora all’USL ove svolge tutt’altra mansione. Inoltre non avevo conoscenza se in passato aveva già, con l’omeopatia, trattato casi di depressione.

Quando mi sono rivolta allo psichiatra, nominativo che mi è stato dato dal mio medico di base, anche a lui ho raccontato del mio rifiuto alle medicine e lui mi ha risposto che nella situazione in cui mi trovo la psicoterapia per me sarebbe inutile e che spera di poterla fare appena il mio stato di salute lo permetterà. Quando gli ho sentito parlare di ‘psicoterapia’ mi sono chiesta: ma sarà un bravo psichiatra? (Questo chiaramente perché i miei pensieri andavano alla mia lettura del libro)

Ora mi chiedo, come può una persona ammalata di depressione capire se è in buone mani?
Come facciamo ad essere certi che il nostro psichiatra è veramente uno specialista della salute mentale?

Ti chiedo scusa se le mie domande ti possono sembrare banali ma ci terrei tanto a ricevere una tua risposta.

Con cordialità Terry
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carlo
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« Rispondi #1 on: Luglio 10, 2006, 08:42:59 »

Quote from: "terry62"
Grazie Carlo per avermi letto e scritto.

In effetti, è vero mi sono decisa a rivolgermi ad uno psichiatra solo dopo aver letto il libro che ho citato nel mio precedente post ma è anche vero che l’omeopata al quale mi volevo rivolgere è un medico che lavora all’USL ove svolge tutt’altra mansione. Inoltre non avevo conoscenza se in passato aveva già, con l’omeopatia, trattato casi di depressione.

Quando mi sono rivolta allo psichiatra, nominativo che mi è stato dato dal mio medico di base, anche a lui ho raccontato del mio rifiuto alle medicine e lui mi ha risposto che nella situazione in cui mi trovo la psicoterapia per me sarebbe inutile e che spera di poterla fare appena il mio stato di salute lo permetterà. Quando gli ho sentito parlare di ‘psicoterapia’ mi sono chiesta: ma sarà un bravo psichiatra? (Questo chiaramente perché i miei pensieri andavano alla mia lettura del libro)

Ora mi chiedo, come può una persona ammalata di depressione capire se è in buone mani?
Come facciamo ad essere certi che il nostro psichiatra è veramente uno specialista della salute mentale?

Ti chiedo scusa se le mie domande ti possono sembrare banali ma ci terrei tanto a ricevere una tua risposta.

Con cordialità Terry


Ciao Terry,
la tua è una domanda molto difficile, ma molto sensata. In realtà nel campo della salute mentale c'è molta confusione, questo soprattutto perchè l'oggetto dell'intervento è molto complesso e non abbiamo ancora compreso molte cose che riguardano il disagio psichico.

Esistono due approcci fondamentali alla cura dei problemi di salute mentale, uno di origine medica, che considera l'aspetto fisiologico, in cui si focalizza la terapia sul sintomo e sulle variabili biochimiche della funzionalità dei processi mentali, uno di impronta psicologica che a sua volta valuta soprattutto il significato della sofferenza psichica nella realtà emozionale e relazionale, tenendo conto delle condizioni di sviluppo evolutivo ed i problemi da esso innescati.

Esiste comunque una interpretazione etica che precede ogni intento terapeutico ed ogni stato di malattia, e cioè la considerazione dell'uomo nella vita e nelle sue sofferenze, della relazione con questa e con il suo significato nel contesto nello sviluppo sociale e culturale.
Per cui si può decidere di escludere la malattia mentale e di confinarla dentro una diagnosi organicista di disfunzione ineluttabile, genetica o biologica, essenzialmente sconnessa da ogni significato relazionale, o integrarla nel sistema di significati in cui tra il sano e il malato c'è sempre la responsabilità del vivere.

Insomma, per rispondere alla tua domanda, non credo sia possibile riconoscere se il nostro terapeuta sia uno specialista della salute mentale se non si ha chiaro il significato della sofferenza, se non si sceglie in qualche modo una comprensione profonda e personale del significato del dolore, di prendersi la responsabilità etica del nostro essere nel mondo, in salute o in malattia, senza delegare tutto al "guaritore".

Buone cose.

Carlo.
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Dr. Carlo Cerracchio
Psicologo-Psicoterapeuta
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